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August 26, 2019

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SINTOMI

Se stai tirando con l’arco frequentemente ed è da un bel po’ di tempo che non sei convinto e hai perso fiducia e feeling con il tuo miglior arco allora stai soffrendo di un qualche grado di Target Panic.

 

Se non credi che questo sia vero allora sei in una fase di negazione o non hai ancora preso familiarità con i sintomi.

 

Supponiamo, per un attimo, di avere una scala da 1 a 100 (con 1 = nessun sintomo e 100 = completamente incapace ad effettuare il movimento correttamente) e i tuoi sintomi hanno raggiunto un livello uguale a 25.

 

Il Target Panic, in questa forma lieve, viene facilmente ignorato durante la pratica di allenamento oppure fatto passare come una semplice “giornata NO”, e risulta solamente molto sgradevole quando si tira sotto pressione, durante una gara o più semplicemente quando ci si sente osservati.  Ma, in realtà, il Target Panic è già presente e continua a crescere anche se ben nascosto.

Quando i sintomi del Target Panic raggiungono livelli più alti, diciamo di 50 sulla nostra scala da 1 a 100, non esiste più alcun modo di ignorarlo, soprattutto nel modo in cui sta influenzando la tua abilità di tirare al tuo pieno potenziale; specialmente quando si è sottoposti a una forte pressione, come durante una competizione.

 

In un contesto competitivo può capitare di sbagliare semplici tiri senza alcun apparente motivo, di perdere molto tempo durante la fase di mira o, più semplicemente, il tiro risulta più forzato del necessario, e il livello di ansia si alza molto al di sopra della naturale tensione agonistica, nell’imminenza del tiro.

RICONOSCERE I SINTOMI DEL TARGET PANIC

Il più grande problema del Target Panic è quello di essere una singola etichetta che copre una miriade di sintomi.

I sintomi comuni includono:

  • incapacità di ritornare alla situazione iniziale quando non si sta eseguendo correttamente la fase di mira;

  • strappare il tiro;

  • affrettare il tiro;

  • bloccarsi durante l’esecuzione del tiro, sotto o sopra il bersaglio (solitamente sotto);

  • impossibilità di rilasciare la freccia;

  • rilasciare prematuramente la freccia;

  • perdita di compostezza;

  • perdita di fiducia;

  • strappare l’arco appena prima del rilascio della freccia;

  • tirare quando mancano soli pochi secondi allo scadere del tiro (durante i tornei);

  • “Buck Fever” o "Febbre del Cervo": termine americano che definisce il flusso di emozioni che, come una potente scarica di adrenalina, ci assale durante la gara, impedendoci di concentrarci e di portare a termine il gesto correttamente. Tipica nelle situazioni di caccia, può verificarsi con il Target Panic anche durante una semplice sessione di allenamento o durante una competizione; l’intensità emotiva è talmente elevata e soverchiante che impedisce all’arciere di muovere i muscoli, come se stessero compiendo uno sforzo disumano, impendendogli qualsiasi movimento nell’atto del tiro.

Quando la maggior parte degli arcieri inizia a provare i sintomi del Target Panic, si sentono insicuri, nervosi, non capendo che cosa gli stia realmente succedendo.

 

Di solito, tendono a negare il problema fino a quando diventa troppo grande per ignorarlo. Solitamente si sentono imbarazzati e preferiscono cercare di risolvere il problema individualmente, senza cercare alcun aiuto. Alcuni arcieri preferiscono abbandonare l’arco piuttosto che chiedere un aiuto professionale.

 

Per affrontarlo in maniera efficace è molto importante conoscere a fondo questo disturbo. Una conoscenza approfondita, unita a una adeguata preparazione mentale e fisica, aiuta a minimizzare e a combattere l’insorgere del Target Panic.

 

Il modo migliore, il più efficace e veloce, per sconfiggere il Target Panic è quello di trattare i sintomi il prima possibile, contrastandone subito la crescita, e, cioè, impedendogli di svilupparsi ulteriormente.