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August 26, 2019

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EUTANASIA: UNA PROSPETTIVA PSICOLOGICA

February 27, 2017

Il caso di DJ FABO ha recentemente sconvolto e scosso le coscienze di tutti noi, riaprendo il dibattito sulla necessità di una legge che regoli l’Eutanasia. In Italia l’Eutanasia – la Morte volontaria di malati terminali o cronici in presenza di assistenza medica - è illegale. Per questo motivo Fabo, cieco e tetraplegico da tre anni, ha dovuto recarsi nella vicina Svizzera, in una clinica specializzata nel suicidio assistito.

 

Secondo le cifre fornite dall’associazione “Luca Coscioni” dal 2015 ad oggi sono già 115 gli italiani che hanno scelto di andare all’estero per sottoporsi al suicidio assistito, principalmente in Svizzera. Alcuni di loro hanno poi cambiato idea una volta giunte in clinica. In media sono ogni anno 50 gli italiani che scelgono la “dolce morte”.

 

Secondo la prospettiva psicologica, l’Eutanasia assistita – quando un paziente decide liberamente di porre fine alla propria vita grazie all’aiuto di un medico – è un momento emotivamente molto complesso.

 

Molte persone sono contrari alla legalizzazione dell’Eutanasia a causa di motivi religiosi, culturali e etici. Lo spettro della coercizione nella pratica dell'eutanasia, che porta essenzialmente ad equiparare l'Eutanasia all'omicidio, è ancora oggi oggetto di dibattito.

Mentre, allo stesso modo, altre persone sono a favore della legalizzazione dell’eutanasia perché pensano che ogni persona abbia il diritto di scegliere quando morire, in pace e senza dolore, se la loro vita è diventata insopportabile a causa di un incidente o di una malattia incurabile.

 

Alcuni esperti di terapie del dolore affermano che non ci sia alcun bisogno di ricorrere all’eutanasia in quanto grazie alle nuove cure e medicazioni è possibile per la maggior parte dei pazienti vivere una vita dignitosa e senza dolore fino al giorno della morte. Sfortunatamente, alcune malattie provocano così tanto dolore e angoscia che l’unico modo possibile per il paziente di non soffrire è quello di inibire i propri sensi a tal punto da non essere più sé stesso. La maggior parte delle persone trovano questa posizione anche più inaccettabile della morte per eutanasia.

 

Lo scopo delle cure palliative dovrebbe essere quello di assistere le persone affette da un male incurabile durante tutto il loro percorso nel modo più dignitoso e indolore possibile.

 

Esistono delle situazioni in cui la disabilità della persona è talmente grave che la cura palliativa non può essere la risposta. Persone affette da una terribile malattia irreversibile e che non può peggiorare; grazie alle cure mediche adeguate e un buon supporto infermieristico potrebbero sopravvivere per anni. Alcune di queste tristissime storie vedono la luce proprio a causa di aspre battaglie legali per il diritto di fine vita, come il caso di DJ FABO.

 

In alcuni Stati in cui l’Eutanasia è illegale, è possibile redigere un testamento biologico; un documento legale in cui la persona decide quale trattamento gli può - essere o non essere - applicato nel caso che, a causa di un grave incidente o di una malattia, non sia più in grado di prendere una tale decisione per sé stesso.

 

In Italia, al momento, siamo ancora indietro anche in questo; infatti non esiste ancora una legge che regoli il testamento biologico.

 

 

Queste storie sono molto dolorose da leggere, e toccano tutti noi nel profondo come se un giorno dovesse venire il momento di compiere una scelta di questo tipo per noi stessi. Nonostante questo è altresì importante che anche queste dolorose vicende vengano alla luce, che se ne discuta e se ne continui a discutere anche in futuro. Riflettere su queste dolorose tematiche, anche se solo in astratto, potrebbe aiutarci a prendere tali decisioni in futuro in modo più consapevole e meno angosciante.

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