© 2015 by Massimiiliano Martinato

  • Facebook App icona
  • Instagram-icon
  • Google+ Classic
  • LinkedIn App Icon

August 26, 2019

Please reload

August 26, 2019

Please reload

Post Recenti
In Evidenza

L’OCCHIO DEL FALCO O COME PASSARE SOPRA LE EMOZIONI NEGATIVE

January 10, 2017

Esistono 5 emozioni principali negative che le persone sperimentano durante la vita: rabbia, tristezza, paura, colpa, dolore.

 

Esistono altre emozioni negative ma si possono vedere come derivate da queste 5 principali. L’ansia, ad esempio, deriva dalla paura; la frustrazione deriva dalla rabbia, la vergogna deriva dalla colpa. Possiamo fare esperienza di queste 5 emozioni principali prima dei sette anni di vita; gli psicologi chiamano questo periodo il periodo di imprinting emotivo. Potremmo fare esperienza più intensamente di queste 5 emozioni anche più avanti nel corso della vita come risultato di particolari situazioni. Ma la prima volta che proviamo queste emozioni è prima di aver raggiunto l’età di 7 anni.

Se pensiamo alla nostra vita come un viaggio e collochiamo il passato dietro di noi e il futuro davanti a noi. Possiamo pensare che la nostra vita abbia una direzione. Lasciare andare le emozioni negative nel passato non significa che in futuro non potremmo provarle ancora, ma significa che in futuro la nostra reazione a queste emozioni sarà proporzionata a seconda delle situazioni che ci troveremo ad affrontare. Se riusciamo a collocare il nostro dolore e la nostra rabbia del passato, queste emozioni smetteranno di riproporsi nel futuro, generate da particolari situazioni, quali una provocazione o una offesa da parte di qualcuno.

Un classico esempio di rabbia che ci può assalire durante la vita quotidiana è quella che sperimentiamo quando siamo al volante delle nostra autovettura e qualcuno ci  taglia la strada o guida in maniera aggressiva.

Le persone che non hanno lasciato alle loro spalle le emozioni negative sono molto suscettibili anche a piccole critiche nei loro confronti, infatti potrebbero sentirsi offese, ferite e irritate; e potrebbero avere delle reazioni inappropriate o esagerate.

Quando si chiede alle persone di riportare alla memoria le emozioni negative che hanno provato prima dei 7 anni d’età; la preoccupazione più grande che hanno nel rispondere è che potrebbero non ricordare le cose alla perfezione. In realtà, al contrario, le persone si stupiscono di come la loro mente subconscia sia in grado di riportare alla memoria chiaramente e semplicemente una situazione o una sensazione, collocata in un passato anche remoto. Non è nemmeno di fondamentale importanza che il ricordo sia reale o fantastico; ciò che importa è che il cervello abbia qualcosa su cui concentrarsi che gli permetta di avere una visione interiore dove lasciare andare l’emozione negativa.

Una delle ragioni per cui la persone trattengono le emozioni negative, quali la rabbia, è perché pensano che se lasciassero andare le emozioni, potrebbero dimenticare il motivo che ha generato tale emozione. Ma questo non è vero. È possibile nello stesso momento preservare sia la situazione che ha scaturito questa emozione negativa sia lasciare andare l’emozione negativa. Per esempio, quando un bambino attraversa la strada vogliamo che presti molta attenzione ma, nello stesso tempo, non vogliamo che il bambino abbia un attacco di panico ogni qual volta che vede una macchina, per questo gli insegniamo che si può affrontare quel particolare ambiente senza che l’emozione negativa della paura interferisca. Lo stesso vale per tutte le altre emozioni negative; si può imparare come affrontarle e gestirle senza che interferiscano nelle nostre attività quotidiane. Il nostro stato mentale e le nostre conoscenze interiori sono la chiave per controllare tutte le emozioni negative.

La ragione per cui queste emozioni si sperimentano prima dei 7 anni, è che a quell’età, di solito, tali emozioni sono di lieve entità rispetto a quelle che si possono provare durante l’età adulta, ma anche se durante l’infanzia, si possono aver vissuto delle esperienze traumatiche, le reazioni alle emozioni negative, delle esperienze nei primi anni di vita, si possono ripetere e rivivere anche in situazioni analoghe nell’età adulta. Quando impariamo il giusto stato mentale e le corrette conoscenze interiori nelle prime esperienze di vita è più facile controllare, gestire ed affrontare le emozioni negative in età adulta. Se immaginiamo la gestione delle emozioni negative come una catena che parte dall’infanzia e arriva fino all’età adulta è facile comprendere che se un anello della catena si rompe allora tutto il processo crolla. 

Per imparare a gestire le emozioni negative non è necessario riportare alla memoria tristi esperienze passate per poi riviverle; al fine di ricavare qualcosa di utile anche dalle esperienze negative è necessario guardarle da una distanza di sicurezza dissociandosi da esse. Questa posizione in cui ci dobbiamo trovarci è detta: LA POSIZIONE DI APPRENDIMENTO; cioè una posizione distaccata - di sicurezza - in cui si osserva l’emozione negativa e si impara a gestirla. La prospettiva della POSIZIONE DI APPRENDIMENTO si trova in alto, una posizione in cui si è vigili e attenti agli avvenimenti, perché è impossibile gestire un’emozione negativa quando ci si trova all’interno di essa; ed è solo in questo modo che si possono affrontare le esperienze negative passate. Come se vedessimo attraverso “L'OCCHIO DEL FALCO”, cioè osservando le emozioni negative dall’alto come se fossimo un falco, che vola sopra le esperienze passate, tenendole sotto controllo e senza che abbiano la possibilità di assalirci.

Quando decidiamo ad affrontare l’emozione negativa e ci sentiamo in grado di gestirla, allora ci caliamo all’interno dell’esperienza negativa, percependo attraverso i nostri sensi e alla nostre emozioni come ci sentiamo in quella data situazione; calarsi nell’emozione è molto utile per verificare come sia cambiato il nostro stato mentale e le nostre conoscenze interiori nei confronti di tali emozioni. Affrontare un’emozioni negativa, sfidandola, aumenta fiducia e sicurezza in noi stessi, rendendoci consapevoli della nostra forza interiore per affrontare sfide e difficoltà future.

Please reload